50) Goldmann. Scienza e visione del mondo.
Secondo Goldmann un altro elemento indispensabile per sperare di
poter conseguire una dimensione scientifica nello studio di un
filosofo  la nozione di visione del mondo. Essa non  una
tematica di tipo metafisico, ma si deve collegare al concetto di
coscienza collettiva, utilizzata spesso dai sociologi.
L. Goldmann, Il dio Nascosto [Le dieu cach] (pagine 374-376).

 La storia della letteratura e della filosofia non potr perci
divenire scientifica che il giorno in cui sar stato forgiato uno
strumento obiettivo e controllabile che permetta di separare in
un'opera l'accidentale dall'essenziale; la validit e l'impiego di
tale strumento potranno d'altra parte essere controllati dal fatto
che esso non dovr mai eliminare come non essenziali opere
esteticamente riuscite. A nostro parere questo strumento non pu
essere che la nozione di visione del mondo.
Il concetto in s non  neppure di origine dialettica. [...].
 Che significa una visione del mondo? L'abbiamo gi scritto
altrove: non si tratta d'un dato empirico immediato, ma al
contrario d'uno strumento concettuale di lavoro indispensabile per
comprendere le espressioni immediate del pensiero degli individui.
La sua importanza e la sua realt si manifestano anche sul piano
empirico appena si oltrepassa il pensiero e l'opera di un solo
scrittore. [...].
Non bisogna tuttavia vedere nella visione del mondo una realt
metafisica o d'ordine puramente speculativo. Al contrario essa
costituisce il principale aspetto concreto del fenomeno che i
sociologi tentano di descrivere da decine di anni sotto il nome di
coscienza collettiva, e la sua analisi ci permetter di precisare
la nozione di coerenza di cui ci siamo gi serviti. [...].
Una visione del mondo  precisamente questo insieme di
aspirazioni, di sentimenti e di idee che riunisce i membri di un
gruppo (pi spesso di una classe sociale) e li contrappone ad
altri gruppi.
L. Goldmann, Pascal e Racine, Lerici, Milano, 1961, pagine 33-37.
